mercoledì 1 luglio 2026

Nothing but Thieves ed "Evolution": perché gli artisti inglesi riescono a raccontare il cambiamento meglio di molti altri

 Spoiler: Ceci n'est pas une critique.

Well, almeno non nel senso convenzionale del termine.

Tutto parte da "EVOLUTION", ultimo singolo della band britannica Nothing but Thieves, preludio di un album che vedrà la luce il prossimo settembre.

 

 


 

Sarebbe facile fare una semplice recensione. E invece no. Si tratta di una riflessione che mi viene spontanea ogni volta che ascolto musica proveniente dalla terra di Albione: perché il Regno Unito sembra ancora oggi produrre artisti capaci di anticipare tendenze e spostare l'asticella del livello sempre più in alto? (Escludiamo per favore le scelte peregrine relative all'Eurovision -  di quello ne parleremo un'altra volta -)

Non saprei spiegarlo bene, ma c'è qualcosa nell'immaginario britannico - tra pioggia, periferie industriali e una tradizione musicale che va dalla Brit Invasion fino all'alt rock contemporaneo - che continua incessantemente a produrre nuovi linguaggi, nuove sonorità, insomma, una sorta di codice genetico dell'innovazione che si perpetua ad infinitum.

E ritorno a EVOLUTION, brano di quei geniacci dei Nothing but Thieves: brano ben costruito, che esplode prepotente nel panorama musicale di questa estate 2026, mantenendo viva l'attenzione sul talento di un gruppo che ha saputo creare una sua affezionata fanbase grazie a carisma e adrenalina on stage.

Già il titolo mi affascina: EVOLUTION.  Proprio partendo da questo lemma meraviglioso, eccomi spostare la mia attenzione - attraverso voli pindarici - verso una concezione più ampia del termine.

Il brano affronta la tematica del cambiamento e della trasformazione. E, sorry not sorry, non  posso non citare hic et nunc il mitologico Rudolf Steiner, secondo il quale l'evoluzione riguarda la crescita umana e spirituale dell'individuo. Coscienza, Moralità, Capacità di comprendere il mondo: ecco le fasi evolutive che si dipanano attraverso un processo di progressiva realizzazione della libertà.

Ma siamo tutti destinati alla Evoluzione? Risposta secca: no, non tutti raggiungono questo livello di coscienza.

Possiamo comunque provarci? Assolutamente sì, dobbiamo e possiamo farlo (ma i risultati dipendono dai nostri sforzi e dalla volontà di elevarci verso le ottave alte dell'esistenza)

E quale sarebbe, orbene, il fine ultimo? Nient'altro che la realizzazione dell'uomo come essere libero e spirituale (E dici niente...)

 


 

E Conor Mason, una delle voci più straordinarie e camaleontiche dell'attuale panorama musicale contemporaneo, lo canta con tutta la forza che il suo corpo possiede: ogni singola nota vibra di una verità quasi mistica, di luce interiore, di speranza superna. Dieci anni sono passati dal debutto della band. Dieci anni di vita, esperienze, lotte e - sicuramente - anche di sofferenza. Eppure lo "shock addizionale" è stato superato: ora è arrivato il momento della piena e matura consapevolezza.

And give it all you've got

And go through the evolution

And give it all you've got

And go through the evolution

Ribellione passeggera? No, questi versi sono il nucleo pulsante di una reale evoluzione interiore.

Ecco alcuni passaggi del testo che mi hanno particolarmente colpita:

I wanna get it wrong - voglio sbagliare: eccola qua, la rottura del mito del perfezionismo. L'unico modo per fare esperienza è sbagliare. Chi non sbaglia rimane fermo. Punto.

I wanna hesitate: abbiamo il diritto di riflettere ed essere vulnerabili di fronte alle scelte della vita. Diffidate di chi ha troppa sicurezza e pensa di avere la verità in tasca. Bullshit, folks

I Nothing But Thieves usano immagini forti e metafore proprio per "épater le bourgeois" e abbracciare il caos. Caos che - ma pensa un po' - porta proprio all'evoluzione e alla crescita attraverso la verità.

E si continua con

"Wanna shake a life, make it oscillate" - voglio scuotere la vita e farla oscillare.

Well, se non è volontà attiva di uscire dalla zona di comfort e dare uno scossone a una esistenza vissuta in modo passivo questa, what else? 

Pensate ad una vita che oscilla. E' una visione semplicemente fantastica: una vita che oscilla è una vita dinamica che si apre al cambiamento, assolutamente INSTABILE e che NON DA' CERTEZZE, certo, ma la metamorfosi passa proprio dalla morte-rinascita (e qui mi salta alla mente il simbolo dell'uroboro, il serpente che si morde la coda, l'universo che si rinnova ciclicamente...)

Ma quante connessioni si possono aprire da una semplice canzone? Riflettete ragazzi, non sono solo canzonette...

Prendete questa frase: "Oh, chewin'on thunder/It is rolling in my mouth/Guess it's in my nature/Don't wanna spit it out

 Accidenti che metafora potente! Il tuono è un elemento distruttivo. Ok. Masticarlo significa affrontarlo, farlo proprio, non subirlo passivamente. E "Gira nella mia bocca/Immagino sia nella mia natura/Non voglio sputarlo fuori" indica quella benzina che innesca il cambiamento, che fa parte dell'istinto primordiale dell'uomo. Nutrirsi della propria rabbia è un concetto troppo forte? Maybe, ma se usato cum grano salis, questa forza diventa salvifica e rigeneratrice.

E concludo con i miei versi preferiti:

"I saw it down at Chinnerys/In the halcyon days"

Citazione assolutamente autobiografica. Il Chinnerys è un pub di Southend-on-Sea, nell'Essex, dove la band ha mosso i primi passi e suonato i primi show 

Eccole le radici che ritornano a galla. Non c'è nulla da fare, si ricordano sempre i luoghi nei quali si è stati bene: Chinnerys è il locale della spensieratezza, dove si suonava in maniera genuina e spontanea, senza ansie né pressioni da parte del music biz. I Nothing but Thieves non dimenticano da dove sono partiti, e provano gratitudine per il percorso fatto e il successo raggiunto

E poi quell'espressione meravigliosa, "In the halcyon days"... che suona come "i giorni felici":  scelta lessicale e poetica che affonda le radici nella mitologia greca 

Lo conoscete il mito di Alcione?

 Ok, breve momento divulgativo: Alcione e Ceice erano una coppia di innamorati. Quando Ceice morì in un naufragio, Alcione fu così disperata da buttarsi nel mare per seguirlo. Zeus, impietosito dalla forza del loro amore, li trasformo' in uccelli marini. Cosa c'entrano ordunque "i giorni dell'alcione?"

Secondo la leggenda Alcione faceva il nido direttamente sulla superficie marina, in pieno inverno. Per permetterle di covare le uova tranquillamente senza che le onde distruggessero il nido, il dio dei venti, Eolo, calmava il mare e bloccava il vento per quattordici giorni, intorno al solstizio d'inverno

I sette giorni prima e i sette successivi al solstizio venivano cosi' chiamati "halcyon days": un tempo di pace e calma assoluta in mezzo alla stagione più fredda dell'anno.

Per concludere, ritorno alla riflessione iniziale: "Perché gli inglesi sono dannatamente bravi a fare musica?" Forse ho capito. Semplicemente perché gli inglesi non scrivono canzoni. Scrivono domande.

Non ci resta che attendere settembre 2026 per acquistare il quinto album in studio della band di Southend-on-Sea, intitolato "Stray Dogs"


 

E soprattutto, vi ricordo che Milano sarà una tappa del loro "The Stray Dogs Tour ", il prossimo 24 gennaio 2027

Sicuramente ci vedremo tutti là.

Reminder: l'evoluzione non chiede permesso


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