mercoledì 17 agosto 2022

Pasolini, ANIMA e CORPO: gli scatti di Dino Pedriali in Mostra a Monza

 La Brianza rende omaggio a Pier Paolo Pasolini con una mostra fotografica dal titolo "PASOLINI. ANIMA E CORPO", allestita presso i Musei Civici di Monza.

Anima e Corpo. Un binomio inscindibile nella poetica - e soprattutto - nella vita del grande intellettuale bolognese, forse uno dei più "pregnanti" del Novecento. So che molti di voi non saranno d'accordo, quindi chiedo venia per la licenza che mi sono arbitrariamente presa, ma PPP, a mio avviso, ha saputo incarnare alla perfezione il ruolo di SAVANT innervandolo di "peccati", debolezze umane e trasgressioni, senza mai nascondere la sua vera essenza. Ecco il ruolo del libero pensatore, la forza propulsiva dell'arte e della conoscenza.

On display troverete una selezione di fotografie in bianco e nero provenienti dalla collezione della Fondazione Luigi Rovati: 40 immagini che il maestro Dino Pedriali scattò a Pasolini nell'ottobre del 1975, tre settimane prima del suo omicidio. Il regista non vide mai il risultato di quella sessione fotografica, realizzata nelle due abitazioni di Pasolini, tra Sabaudia e Chia, suggestivo angolo di Tuscia Viterbese - terra anticamente abitata dai "tuscus", ossia gli etruschi.

Sono scatti intensi, in bianco e nero, pieni di pathos: gli occhi corruschi di Pasolini scrutano con avidità l'obiettivo di Pedriali, porgendo un'immagine di se stesso vera, senza filtri; ecco anche l'idea di posare nudo (all'interno dell'abitazione) mentre il fotografo scatta da fuori: unica barriera il vetro della finestra, che riflette e amplifica la VERITA', quella verità che ogni sua opera bramava, anelava fino allo spasmo.

Dietro queste foto c'è una regia, ma badate bene, non del fotografo, bensì del regista-scrittore stesso: lui dirige il giovane Pedriali, Lui gli permette di entrare in intimità con la sua vita quotidiana, mentre legge, scrive, passeggia - fintamente inconsapevole - per le strade della Tuscia. Sembrano scatti "rubati", in realtà c'è una precisa sceneggiatura dietro; Pasolini ci insegna che a volte il Vero viene innervato dalla Finzione, metafora della Vita, tra luci e ombre, lucidità e follia.


Consiglio: affrettatevi, la mostra rimarrà aperta ancora per poche settimane!


PASOLINI. Anima e Corpo

dal 2 luglio al 4 settembre 2022

Musei Civici di Monza Casa degli Umiliati

via Teodolinda 4

www.museicivicimonza.it

 

 


 


 

Immagini di Dino Pedriali, ottobre 1975 - Fondazione Luigi Rovati

mercoledì 25 maggio 2022

Luca Crippa, spirito eclettico e surrealista: una mostra a Seregno lo celebra nel centenario della nascita

 Being Luca Crippa.

Artista con la A maiuscola, fiero brianzolo ma allo stesso tempo cittadino del mondo. Nel centenario della sua nascita, la città di Seregno ha deciso di omaggiare il suo illustre cittadino con una interessante mostra diffusa, articolata in diverse e suggestive sedi del centro storico: gioielli d'arte dentro altrettanti gioielli architettonici. Un vero e proprio regalo per i seregnesi, rinomati amanti del bello e ferventi sostenitori di un'estetica raffinata e avant-garde.

Il suo nome può essere sconosciuto ai più, ma la storia di Luca Crippa, uno dei protagonisti dell'arte italiana del Novecento, non lascia indifferenti e colpisce per creatività, estro e determinazione. Prima gli studi presso l'Istituto d'arte della Villa Reale di Monza, in seguito una mostra personale a soli 22 anni a Como e poi via, a Milano, per approfondire le conoscenze tecniche e imparare sul campo dal Maestro Giò Ponti. 

Milano è la fucina delle avanguardie e dell'istrionismo; la città meneghina rappresenta un laboratorio in cui coltivare sogni e speranze: ed è proprio qui che il Crippa sviluppa appieno il suo stile  partecipando nel 1948 alla Triennale ed esplorando altri mondi - lavora infatti come scenografo e bozzettista di costumi per innumerevoli spettacoli italiani e all'estero.

La creatività non ha confini per l'artista: sempre con i grandi maestri in testa (Magritte, Dalì, Max Ernst - per citarne alcuni) fa suo il concetto di "surréalisme", così come lo aveva immaginato Apollinaire nel lontano 1917; basta con i rigidi accademismi, il razionalismo e la tradizione: la fantasia, l'imaginaire, la magia permeano le sue produzioni. E' lo snodo cruciale del suo percorso, assai prolifico e poliedrico.

 

 


 

 


 


 Del funambolico creativo seregnese possiamo vedere on display più di 150 opere, sapientemente in bilico tra acquerelli e disegni, litografie e grafiche, passando per i collages e objets d'art polimaterici. E la grande capacità di Crippa è proprio quella di passare agilmente da un campo all'altro dell'universo artistico, creando delle vere e proprie "allitterazioni visive" che producono un ritmo sensuale scevro di ogni sovrastruttura.

Cosa mi colpisce di più di questa mostra diffusa? Sicuramente la curiosità e l'occhio puro di bambino del Maestro; la sua ricerca continua di nuove realtà per trovare la propria Essenza, in un costante "stream of consciousness", un flusso di coscienza che libera emozioni, sensazioni e pensieri in maniera spontanea e diretta.

 E voglio concludere con la mia opera preferita, a mio avviso perfetta fotografia del momento storico che stiamo vivendo: Il ripostiglio dei sentimenti.

Il simbolismo è chiaro, l'interpretazione è lampante: l'Amore, la Bellezza, l'Umanità, l'Empatia sono nascoste, celate in un ripostiglio buio. Basterebbe solo accendere una Luce e lasciare tracimare con la forza di uno tsunami questi sentimenti che ci fanno sentire Umani. Allora forse, e dico forse, il mondo ricomincerebbe daccapo, come un novello Eden incontaminato.

LUCA CRIPPA 
PIONIERE DEL SURREALISMO ITALIANO
dal 6 aprile 2022
al 29 giugno 2022

Sedi espositive della mostra diffusa

Disegni e grafiche

Museo Vignoli, Via Santino De Nova 26

Acquerelli e Opere Grandi

Galleria Civica Ezio Mariani, Via Paradiso 6

Collage

Auditorium - piano terra, piazza Risorgimento 

Polimaterici

Palazzo Landriani Caponaghi, Sala Crippa, piazza Martiri della Libertà 1

Omaggio a Luca Crippa. Il ricordo di 35 artisti dell'Accademia di Brera

Auditorium - foyer, piazza Risorgimento

Orari

da giovedì a domenica 10-12 e 16-19

per info: info.cultura@seregno.info

Photo credit: ufficio stampa Comune di Seregno
 

 P.S Volete dare alla vostra visita culturale quel "quid" in più? Allora vi consiglio di assaporare questo "viaggio sensoriale"con calma, magari durante il weekend, baciati dal tepore primaverile e avvolti da un'atmosfera magica. Poi, unendo l'utile al dilettevole, è cosa buona e giusta fermarsi in qualche locale del centro storico e gustarsi un aperitivo "open air". Siamo pur sempre nella Brianza da bere, n'est-ce pas?

articolo di Veronica de Lorenzo per MVMI e Associazione Culturale Art-Waves

giovedì 21 aprile 2022

Una collaborazione esplosiva per due talenti straordinari: Numa Echos e i Red Zebra


 Le collaborazioni tra artisti creano sempre qualcosa di magico.
Chiamatela alchimia, empatia, good vibes...whatever; è uno scambio di emozioni che genera melodie e suoni nuovi, più profondi, potenti, intensi all'ennesima potenza...

E in questa primavera oramai in pieno splendore, ecco arrivare come un fulmine che squarcia la notte  una collaborazione permeata di fuoco (e fiamme): la mesmerica Numa Echos e la band belga post-punk Red Zebra.

Audentes fortuna iuvat- dicevano gli antichi; il destino favorisce chi osa. Numa Echos, performer intelligente e lungimirante, sa che il guizzo artistico è intuizione e velocità di esecuzione; ecco quindi la decisione di contattare il frontman dei Red Zebra per proporre una collaborazione al brano "Wasted Items". Peter Slabbynck ovviamente accetta e "l'innamoramento artistico" ha così inizio: video girato nella meravigliosa Venezia e strada spianata verso il successo.



Inoltre, visto che il Belpaese è sempre fonte di ispirazione e culla dell'estrosità tout court, i Red Zebra hanno colto l'occasione per registrare presso gli studi Sub711 di Milano una versione speciale del loro pezzo "The Art of Conversation" ( smash hit del 1981) e un nuovo feat. "Over and Out".

Tante belle novità creative ci avvolgeranno presto in un energetico abbraccio rock. Quando? Presto, ovviamente!

 Stay tuned e ricordatevi sempre che la MUSICA è un balsamo lenitivo che non ti tradisce mai. Assorbite più musica che potete e lasciatevi cullare dal magico mondo delle sette note

"La Musica è l'armonia dell'anima" ( Alessandro Baricco)



 


Photo Credit: Andrea Lux Ferre

venerdì 25 marzo 2022

A due passi dal mito nel cuore di Torino: reportage dal Museo del Cinema

 Torino è una città magica. E non mi riferisco alle tante leggende legate all'esoterismo che aleggiano attorno all'antica e maestosa "Augusta Taurinorum", fondata dall'imperatore Augusto nel 28 A.C. ( Per quelle ci vorrebbe un post dedicato ed accurato - e magari un giorno lo faremo, chissà...)

No, Torino ha una magia speciale, unica, très chic. Un fascino regale, lascito di Casa Savoia, una tra le più antiche dinastie d'Europa. L'atmosfera sabauda pervade infatti l'intera città, con le sue vie e piazze in stile barocco ( Via Po e Piazza San Carlo - solo per citarne un paio) che si fondono con architetture Art Nouveau, come Casa Fenoglio - La Fleur, dai meravigliosi balconi lavorati in ferro battuto e dai pregiati fregi floreali che rivestono la facciata.

Ma non spostiamo il focus di questo post, che non è quello di parlare di Arte&Architettura: sono in città per uno scopo ben preciso, ossia visitare il Museo Nazionale del Cinema. E già mi brillano gli occhi pensando alle meraviglie che avrò il piacere di vedere e interiorizzare.

Ed eccoci dunque sotto il simbolo di Torino: la solenne Mole Antonelliana, opera di Alessandro Antonelli, realizzata tra il 1863 e il 1889, sede appunto del Museo dedicato alla "Settima Arte". Appena la vedi ti scappa un "WOW" di stupore: si erge in tutta la sua imponenza ( 167 metri) e ti lascia senza fiato, atterrita davanti a tanta maestosità. All'interno, in una cornice scenografica spettacolare arricchita da suggestivi giochi di luce, inizia il percorso sviluppato su più livelli espositivi: se alziamo gli occhi, un mesmerico movimento a spirale ci colpisce e ci catapulta immediatamente in un'altra dimensione che racchiude l'intera storia del cinema. 

Vi stordisco subito con qualche cifra (da capogiro)

- 1.550.000 fotografie

- 7600 riviste

- 30000 film su pellicola

- 12000 oggetti d'arte, dispositivi e stampe

- 540000 manifesti pubblicitari

... e potrei andare avanti ancora, ma mi fermo qui. Volevo solo darvi un'idea del PATRIMONIO racchiuso tra queste quattro mura, dei gioielli dal valore inestimabile che fanno del nostro paese (ancora una volta) l'epicentro della Grande Bellezza

Per raccontare nei minimi dettagli il viaggio dentro "il tempio sacro della Settima Arte" ci vorrebbero infatti papiri lunghi chilometri; meglio quindi limitarsi agli HIGHLIGHTS del museo, e stimolarvi a prendere il treno (occhio ai parcheggi in città - introvabili) ed esplorarlo de visu. Meglio sempre toccare con mano, giusto?

I filoni tematici presenti sono 3:

- la fotografia

- la storia del cinema

- l'archeologia del cinema




PRIMA TAPPA: l'archeologia del cinema è decisamente affascinante: ombre cinesi, scatole ottiche, lanterne magiche e relativi dispositivi atti ad animare le immagini costituiscono tante storie che hanno dato il via a questo mondo prismatico e sfaccettato. La curiosità dell'oggetto in movimento; tema vecchio come il mondo, esplorato, studiato e ricercato da sempre. Questa è la parte preferita dai più piccoli, è la parte della scoperta, piena di colori, luci, illusioni ottiche...

 Ed è proprio l'atavica fascinazione nei confronti della terza dimensione che ha portato a sviluppare i primi accessori cinematografici: il rapporto tra fotografia e cinema è strettissimo - si sa - e proprio qui troviamo rudimentali macchine fotografiche, visori, cineprese e attrezzature varie che testimoniano la lunga ed appassionante "storia dell'immagine". 

Piccolo suggerimento: prendetevi tutto il tempo per godere appieno di questo "salto nel passato"; il futuro parte proprio da lì, da oggetti definiti "visionari" e magici...

E a proposito di oggetti "magici" e "colossali"...ad attendervi al piano terra, in tutta la sua maestosa imponenza è la statua del Dio Moloch utilizzata nel primo kolossal Made in Italy: Cabiria, girato nell'anno di grazia 1914. Molti di voi di sicuro non lo avranno visto, e mi sento di consigliarvelo; non fatevi spaventare dalla durata "monstre", questo capolavoro del cinema muto, diretto da Giovanni Pastrone e sceneggiato da Gabriele D'Annunzio - ma a riguardo ci sono diverse scuole di pensiero: secondo alcuni autorevoli esperti il Vate si è limitato solamente a comporre le didascalie e scegliere i nomi dei personaggi - va visto, senza se e senza ma. Cabiria è un lungometraggio ambizioso, che collega teatro, musica e letteratura; qui abbiamo il primo esempio di "montaggio", con il regista Pastrone che  frammenta le scene in più inquadrature da diversi punti di vista evitando così i campi lunghi e fissi. Per l'epoca fu una rivoluzione. E Cabiria è entrato di diritto nell'empireo del cinema.


 

Ma il clou del "viaggio per me deve ancora arrivare: ogni volta che torno a Torino e visito il Museo aspetto con ansia ed emozione di arrivare lì, proprio in quel punto. Dove? Be', nell'angolo dedicato a Marilyn Monroe, ovviamente. In esposizione troviamo oggetti appartenuti alla diva losangelina, come un paio di scarpe dal tacco alto, un bustier dalla coppa esagerata (viva le maggiorate!) e una parure di gioielli in argento composta da orecchini e bracciale intarsiato (con all'interno inciso "per Marilyn, love Frank"...sarà forse Frank Sinatra, grande amico intimo della diva? Ah, saperlo...)



Sono una fan dell'attrice fin da bambina, quindi il momento pivotale del percorso è questo; ma sotto la Mole ce ne sono di "memorabilia" interessanti e seducenti: costumi di scena, maschere e modellini, la bombetta di Chaplin, la sciarpa di Fellini, disegni e altri oggetti da collezione molto ricercati che un comune mortale difficilmente potrebbe permettersi di acquistare ad un'asta. Meglio allora godere di cotanta bellezza proprio qui, nel cuore pulsante della città sabauda, in cui si è veramente a due passi dal mito.

 E come si dice in gergo, it's a wrap. Siamo alla fine di questo piccolo reportage. La mia passione per la settima arte è innata, ma spero di avere trasmesso - almeno in parte - la magia che aleggia attorno a questo mondo, magari un po' matto, ma dispensatore illimitato di sogni.

" La fotografia è verità. E il cinema è verità ventiquattro volte al secondo"

(Jean-Luc Godard)


Ps. Ci vedremo ancora, caro Museo: il mio angolino privilegiato è sempre lì, vicino alla diva del glamour, Norma Jeane, alias Marilyn. See ya soon. Boop-boop-a-doop!




articolo di Veronica De Lorenzo

per MVMI e Associazione culturale Art-Waves


martedì 1 marzo 2022

"Vivere la vita al meglio", tra voglia di evasione e una sana ribellione. Intervista con i CIRCUS PUNK

E' questione di chimica. Un feeling speciale che appare all'improvviso nel caos di una serata a tutto rock. Non è la scena iniziale di una commedia americana, ma la storia del primo incontro di Arianna e Antonio, alias CIRCUS PUNK, band dalla spiccata personalità punk caratterizzata da un sound fresco, genuino,"cazzuto" come piace a noi.

Testi in italiano, sound che strizza l'occhio a dei veri e propri mostri sacri: vedi Black Sabbath, Jimi Hendrix e Rage Against the Machine. Influenze di un certo peso, infatuazioni musicali che graffiano l'anima e lasciano segni profondi nel cuore (e nelle orecchie). 

Grazie alla loro unicità - e ad una attitudine grintosa on stage - i CIRCUS PUNK cominciano a suonare nei club italiani e vincere diversi importanti contest - e cito il più importante e prestigioso: Rock Targato Italia (e scusate se è poco!). Da qui parte la discesa ardita e a tutta birra di Arianna e Antonio; forti e consapevoli del loro talento sfornano un gioiellino di EP all'inizio del 2022 dal titolo evocativo: FUORI TUTTO. 

Cosa mi piace di questo mini-album? Ovviamente il suono adrenalinico, viscerale e pieno di energia. Una botta di vita dopo due anni low profile; finalmente qualcuno che fa musica perché ama veramente la musica, che si disinteressa del successo, della notorietà, dell'immagine. E nella nostra società basata sui selfie vuoti e tutti uguali, direi che ci sta alla grande. 

Tranquilli, ho finito con il "pippone apologetico" di inizio mese. Adesso godetevi l'intervista  con i CIRCUS PUNK e non smettete di supportare i giovani talenti. Loro ne hanno bisogno. E ne abbiamo bisogno anche noi, che cerchiamo anima e verità anche nella musica.


Enjoy folks!



Ciao ragazzi! Innanzitutto vorrei sapere come vi siete incontrati e come è nato il "progetto"
CIRCUS PUNK. Il nome stesso mi dà l'idea di un prisma sfaccettato di suoni, colori, mood,
emozioni...sbaglio?

 
Ci siamo conosciuti a una jam session, sul palco del Rock 'n Roll di Rho che quella sera sembrava
un porto, tra chitarristi vari, bassisti, cantanti e coriste, tastieristi, insomma c'era parecchia
confusione... E' stato Antonio a scrivermi il giorno dopo, io avevo perso sicuramente dei pezzi, della
serie “ciao sono il batterista con cui hai suonato It's so easy dei Guns ieri sera, ti ricordi?”... “ehm...
no, non mi ricordo” e si può dire che è cominciato tutto da lì perchè un mese dopo stavamo facendo
concerti come cover band (con una bassista, Martina). E dopo vicissitudini varie ci siamo trovati
senza bassista, quindi in due, in un piccolo box insonorizzato nella periferia di Seregno. Così
nascono i Circus Punk... Per quanto riguarda il nome, non mi ricordo nemmeno come era venuto
fuori, fatto sta che ci abbiamo messo dei mesi a sceglierlo, alla fine ci piaceva l'idea del circo nel
senso di vivere in strada e Punk... che è la nostra religione si può dire, anche se la nostra musica non
si può definire del tutto punk.


Due personalità diverse portano ricchezza e valore aggiunto alla band, ça va sans dire.
Inevitabilmente però si scontrano. Com'è la "daily routine" dei CIRCUS PUNK? Cosa vi
tiene uniti e cosa invece vi separa in maniera decisa, netta?

 
Siamo due teste calde e ci scontriamo abbastanza spesso... Normale, suonare insieme è quasi come
convivere... E ovviamente non mancano incomprensioni e discussioni accese che si risolvono
solitamente con un paio di schiaffi alla buona e una birra. Devo dire però che non c'è nulla che ci
separi in maniera così netta, siamo sulla stessa linea d'onda e siamo veramente uniti dall'obiettivo di
far sentire la nostra voce a più teste possibili e passare tutto il resto della nostra vita con chitarra e
bacchette in mano, on the road.


Lo scorso gennaio è uscito il vostro EP “FUORI TUTTO”, cinque pezzi bomba caratterizzati
da un sound crudo, adrenalinico, vibrante: insomma, musica viscerale, fatta con sudore e
passione. Provate a descriverci questa opera prima. E vi chiedo anche: c'è un pezzo che sentite
più vostro ( o ha una genesi particolare)?

 
Intanto grazie Veronica per la descrizione che hai appena fatto tu del nostro ep, non sarei riuscita a
trovare parole migliori... Anche perchè è difficile descrivere un sound quando è tuo, non è che ci si
pensa, come dire...
Dunque abbiamo scelto per questo ep i cinque pezzi più significativi (ne avevamo una decina in
cantiere)... Signor Dottore ha una genesi particolare, nel senso che l'ho scritto a letto con un mal di
schiena atroce. Proprio in posizione orizzontale intendo dire. Una settimana di malattia valsa a
qualcosa. Salutami i tuoi merita una citazione perchè è il primo pezzo che abbiamo scritto.


Sound decisamente internazionale con testi in italiano. Approvo in toto la vostra preferenza
(w la nostra lingua!), ma a volte non pensate che questa scelta possa limitare le vostre
possibilità di “esplosione” all'estero? (Anche se il linguaggio della Musica è universale e non
ha bisogno di traduzioni – almeno quello, per fortuna)

 
Ho iniziato a scrivere in italiano perchè sentivo la necessità di esprimere meglio quello che mi
frullava in testa... E in secondo luogo per trasmettere un messaggio più chiaro e comprensibile ad
un possibile pubblico, che per il momento è per lo più italiano... Fortuna vuole che in questo
momento storico la musica italiana è parecchio apprezzata all'estero.
Detto ciò, nulla ci vieterà in futuro di valutare l'estero a 360° e decidere di scrivere in inglese... Chi
lo sa. Per il momento vogliamo solo suonare e suonare e suonare dovunque, a partire dall'Italia, dato
che siamo italiani.


La parola chiave, a mio avviso, che accomuna i vostri pezzi è RIBELLIONE. Termine che
possiede un “dolce suono”, visti i tempi che stiamo vivendo. Dite: “ Il lavaggio del cervello a
me no, grazie!”. Ecco, buttare fuori tutto con la Musica e ribellarsi al mainstream sono alcuni
modi per rispondere alle restrizioni e alla decadenza attuale. Cosa ne pensate? Come uscire da
questa impasse?

 
Ci sono tantissimi modi per ribellarsi alle restrizioni e alla decadenza attuale... Che vanno dal
prendere in mano un lanciafiamme e bruciare il governo al farsi i sacrosanti c***i propri e vivere
comunque la propria vita al meglio anche in situazioni di forti dissidi.
La musica sta un po' nel mezzo, no? Una canzone può muovere masse come può farlo una
manifestazione, certamente una canzone la si fa con una chitarra e non con un lanciafiamme e
tendenzialmente con una chitarra non si fa male a nessuno...
Consigliamo comunque l'opzione “vivere la vita al meglio” fregandosene un po' delle regole e degli
schemi e dei drammi moderni. Rock 'n Roll insomma. Firmato, il Dottore.


Il primo singolo estratto dal vostro album è SALUTAMI I TUOI: adrenalina a mille e testo
caratterizzato da una spiazzante ironia; una canzone d'amore sui generis, che fotografa bene
alcuni tipi di relazione che tutti noi abbiamo sperimentato. Siete d'accordo? Ovviamente
dovete raccontarmi qualche retroscena e outtakes del video, sono curiosissima!

 
Amore non corrisposto... Senza di lui avrebbero scritto molte meno canzoni e poesie e spettacoli...
Cupido Malandrino.
Ci siamo divertiti tantissimo a girare il video, ci saranno state una trentina di persone in uno spazio
di quattro metri quadri... Immagina la situazione, amici e amiche nostre dai 16 ai 50 anni stretti
stretti, chi saltava, chi cantava, chi rideva, chi fumava, chi limonava... Un macello, insomma,
proprio come piace a noi.


E sempre per soddisfare la mia curiosità vorrei chiedervi cosa state ascoltando in questo
periodo, la colonna sonora che scandisce la vostra routine giornaliera...

 
In questo periodo in particolare? Parlo a nome mio (Arianna), mi sto facendo docce infinite di punk
(NOFX, Offspring, Rancid, Misfits, Clash, Smashing Pumpkins) con immensa soddisfazione.
Ultimamente ci siamo avvicinati parecchio alla musica underground italiana e quindi come non
citare band come i Verdena, Ritmo Tribale, Teatro degli Orrori, Afterhours... Non possono mancare
assolutamente nella nostra routine giornaliera i fondamentali della nostra vita musicale, Jimi
Hendrix, Led Zeppelin, Steve Ray Vaughan, Deep Purple, Black Sabbath, Motorhead, ACDC, Pink
Floyd, Rage Against the Machine, Black Keys, Nirvana, White Stripes eccetera, ci siamo capiti.


Uno dei miei pezzi preferiti è FEBBRE: un inno alla follia, al disordine creativo, all'ebbrezza
dell'energia. Cosa vi ha ispirato nella composizione di questa canzone?


Paradossalmente, Febbre è stata scritta in pieno covid (primo lockdown, per strada solo volanti e
ambulanze). Mi ricordo che era quasi notte fonda, ero chiusa nel mio stanzino da giorni tra i fumi di
incensi, whiskey e sigarette varie ed eventuali, mi ricordo che non ci stavo poi così male, costretta a
stare in casa a suonare tutto il giorno, anche se convivevo e non ero proprio sola allo sbaraglio (per
fortuna, forse?)... Febbre è un desiderio di evasione, è un falò in spiaggia tra vino, chitarre e belle
donne che ballano a piedi scalzi...


CIRCUS PUNK e i live. Qual è il vostro rapporto con il palcoscenico? Avete un “rito
scaramantico” o un particolare gesto abitudinario prima di salire sul palco? Quanto conta per
voi il look giusto da esibire durante la performance?

 
Il nostro rito scaramantico è ricordarci di fare la scaletta un minuto prima di salire sul palco... Per
meglio dire, viviamo ogni serata così come viene, a volte Anto mi viene a prendere per i capelli del
tipo “tra cinque minuti si comincia” e io non so neanche che ore sono... Capita anche il contrario,
siamo un po' selvatici in questo... Immancabile abbraccio stretto subito prima e subito dopo il
concerto, quello sì.
Il look giusto è quello con cui ci sentiamo agili sul palco e nel nostro elemento... Ti direi che ci
vestiamo per suonare come ci vestiamo per andare a fare la spesa, ma forse così passiamo davvero
per scappati di casa... Certo il look è importante sul palco, è qualcosa che fa comunque parte
dell'impatto scenico di uno show... diciamo che cerchiamo di dargli la giusta importanza.


Quali sono le vostre prossime mosse? Nuovo singolo, nuovo video, attività live? Dateci qualche
news in anteprima!

 
Uscirà un nuovo video, il pezzo sarà uno dei cinque dell'ep ma quello ancora non lo sveliamo... Non
ce ne volere, questione di suspense!
Abbiamo qualche live per ora, ovviamente stiamo spingendo per averne sempre di più - situazione
esterna permettendo - (specialmente quest'estate, vogliamo fare tanti palchi).
E infine, stiamo lavorando su un nuovo disco...

 


 

 I CIRCUS PUNK sono:

Arianna Muttoni (voce e chitarra)

Antonio Squillante (batteria)


https://bit.ly/CircusPunk_FuoriTutto

 

 Pagina Instagram

https://instagram.com/circuspunk_official?utm_medium=copy_link

 

Youtube

https://youtube.com/channel/UCCJfVJYH0ytw3vvu-b5jdTQ 

 

Video del singolo SALUTAMI I TUOI 

https://youtu.be/oXX2btbuaEA

martedì 11 gennaio 2022

Graveyard, una fiaba dark: quando delicatezza e poesia ci fanno sognare un mondo migliore

Una fiaba illustrata dal sapore dark. Un'opera prima che racchiude tutta l'ecletticità di una artista profonda e sensibile. GRAVEYARD conquista al primo sguardo; è fatto con passione e cuore e testa: sono sicura che l'autrice, Sabrina Soldati, ci delizierà ancora con piccoli gioielli gotici e pregni di poesia e lirismo.

Ho avuto il piacere di parlare con Sabrina e scoprire che abbiamo delle passioni in comune e una grande sensibilità di fondo nei confronti degli altri. Essere empatiche è un grande dono; sono sicura che questa dote porterà la nostra "Darky" molto lontano.

Intanto vi auguro una buona lettura e mi sento di darvi un consiglio: acquistate GRAVEYARD e supportate i giovani artisti nella loro crescita: in questo mondo incasinato e competitivo farsi strada con le proprie gambe è atto coraggioso, da veri eroi. Chapeau!


GRAVEYARD
 
di Sabrina Soldati

pubblicato da VJ Edizioni











Ciao Sabrina, innanzitutto devo farti i complimenti per la tua "creatura" fresca di stampa: mi ha molto colpito il tuo modo di disegnare e la cura per i dettagli. Ora però mi devi raccontare come è nato GRAVEYARD. Cosa ti ha ispirato e come si è sviluppato il processo creativo? 

Ciao carissima e grazie per i tuoi complimenti e la tua disponibilità per questa intervista. La "nascita" e lo sviluppo di GRAVEYARD risalgono a circa otto anni fa. Come ogni altra mia opera, scritta o illustrata, tutto ebbe inizio grazie ad un sogno. Si, proprio così. Una notte sognai l'intera storia, come se fosse un film del mio amato Maestro Tim Burton. Lo vidi esattamente creato nello stile di "La sposa cadavere" con personaggi e sfondi dello stesso genere che si vede nel film. Il mattino seguente, scrissi tutto ciò che ricordavo ed iniziai subito a fare qualche bozza. Da lì in poi venne tutto il resto. 

Possiamo definire GRAVEYARD una fiaba gotica. Varie tematiche fanno da sfondo alla vicenda: morte e profezie nefaste, ma anche amore e amicizia, in una sorta di catarsi-salvezza finale. Ti va di raccontarci qualcosa (ovviamente senza spoilerare, of course!) 

La storia racchiude un insieme di fatti che sono accaduti durante gli ultimi anni. Fatti personali, ma non solo. Ho voluto raffigurare e raccontare avvenimenti che l'essere umano affronta da sempre, ma ho cercato di dar maggior risalto ai valori morali più importanti dei quali, spesso purtroppo, la gente si dimentica. La vera amicizia che va oltre ad ogni ostacolo, il coraggio del saper affrontare le difficoltà rimanendo insieme alle persone che amiamo e mai da soli. Puntavo sul fatto di far capire ai lettori cosa è giusto e cosa è sbagliato, con la speranza che possano tramandare i valori più importanti al loro prossimo. 

La figura inquietante della "vecchia straniera" che arriva improvvisamente a seminare il panico a Nameless, rendendo la popolazione violenta e immortale; forse mi sbaglio, ma trovo molti punti di incontro con la spiacevole situazione che stiamo vivendo da un paio di anni: l'ignoto da combattere (anche ad armi spuntate...) Cosa ne pensi? 

E' esattamente così. Annis, la strega in questione, rappresenta tutto ciò che è negativo ma che poi, alla fine, ci svela il perchè di questo suo essere "malvagia e vendicativa". Un pò come succede nella vita di tutti i giorni. Affrontiamo paure e sofferenze scoprendone poi le cause che, a volte, noi stessi abbiamo scatenato. C'è una sottile vena psicologica nella trama di GRAVEYARD. Spero che tutti i lettori riescano a carpirla. 

Quanto c'è del mondo di Sabrina nella tua opera prima? E come è nato il tuo amore per le atmosfere gotiche, dark, trascendenti? 

Come ho spiegato prima, mi ispiro sempre a ciò che accade nella mia quotidianità. Traggo ispirazione da esperienze che ho vissuto e che sto vivendo. Il mio mondo è sempre stato caratterizzato da luci ed ombre. Una continua lotta tra la mia essenza positiva che combatte quella negativa. Sono ormai più di vent'anni che amo lo stile dark e gotico. Sono sempre stata affascinata da ciò che è misterioso e "strano". E ne sono sempre più attratta. 

Oltre alla tua abilità di narratrice, non ho potuto non soffermarmi sulle tue skills artistiche: c'è un po' del mondo onirico di Tim Burton, cenni di espressionismo e simbolismo...cosa ti ispira maggiormente, a livello figurativo? 

Non voglio sembrare ripetitiva, ma traggo sempre ispirazione da ciò che mi circonda e che vivo personalmente. Poi mescolo il tutto con le mie più grandi passioni che mi danno maggiore ispirazione. Il Maestro Tim Burton ha creato un mondo nel quale mi rispecchio tantissimo. Diciamo che sono un mix tra Lydia Deetz di "Beetlejuice", Sally di "The nightmare before Christmas" ed anche tra Emily e Victoria di "La sposa cadavere". I miei sentimenti, il mio carattere, il fatto del sentirmi "diversa" e del dover nascondere certe emozioni, mi lega a tutti questi personaggi. 

A livello editoriale, quanto è difficile per una giovane autrice-illustratrice emergere? 

Personalmente ho avuto parecchie difficoltà sin dall'inizio. Per più di un anno ho cercato di pubblicare tramite Amazon KDP, ma senza successo. La mia editor ha dovuto modificare tantissime volte i file perchè la redazione di Amazon trovava sempre degli errori che, alla fine, non esistevano. Non sono adatti a pubblicare storie illustrate. Ho contattato tantissime case editrici ma molte non pubblicavano libri illustrati, oppure, chiedevano fino a 1.500€ per far stampare 100 copie della prima edizione. Poi, mi sono iscritta ad alcune pagine su Facebook dove vari autori, emergenti e non, davano consigli di vario genere e così ho chiesto qualche suggerimento per poter trovare una casa editrice valida alla quale affidare la mia opera. E' stato grazie ad uno di loro che ho conosciuto la VJ Edizioni e così sono, finalmente, riuscita a pubblicare la mia prima opera. 

Raccontaci come sei arrivata a pubblicare GRAVEYARD e, se ti va, dai qualche dritta a tutti gli scrittori che hanno già un libro pronto nel cassetto ma non sanno come muoversi, tra poca fiducia nel sistema e ostacoli sul cammino... 

Dato che ho già raccontato il mio "calvario" prima di riuscire a raggiungere la fatidica pubblicazione di GRAVEYARD, passo subito col rivolgermi a tutti coloro che desiderano pubblicare i propri lavori: non affidatevi alle case editrici che vi chiedono cifre spropositate. Solitamente sono tutti truffatori che incassano i soldi per poi trovare scuse su scuse e, alla fine, non si risolve nulla. Cercate case editrici che sono disposte a pubblicare le vostre opere senza scopi di lucro. Coloro che trattengono la giusta somma che gli spetta dalle vendite delle copie prenotate e che vi daranno la percentuale giusta sul prezzo di copertina. Il 10% è il massimo, almeno per gli autori in erba. Altrimenti, affidatevi alle case editrici disposte ad offrirvi la possibilità di creare un crowdfunding, ma solo se siete sicuri che ci siano persone veramente disposte a supportarvi, altrimenti desistete. 

Sabrina, parlaci un pò delle altre tue passioni; ne abbiamo due in comune, te lo dico subito: grande stima e ammirazione per Mr Alberto Angela e un debole per la saga di "Buffy, l'ammazzavampiri". Vediamo di trovarne altre? :) 

Anzitutto, mi fa piacere sapere che abbiamo gusti in comune. Le mie passioni sono tante. Amo tutto ciò che fa parte del mondo artistico, più o meno. Sono molto legata alla storia della vita del Maestro Vincent Van Gogh. Molte cose mi legano a lui. Entrambi abbiamo un carattere timido e spesso veniamo incompresi dagli altri. Siamo sempre disposti ad aiutare il prossimo, anche se siamo in difficoltà. Spesso diamo agli altri ciò che ci è stato tolto, perchè sappiamo come ci si sente nel dover affrontare delusioni e ,quindi, non vogliamo che accada anche alle persone che amiamo. Anche io, come Van Gogh, posso dire di aver regalato molte più opere di quelle che ho venduto. Adoro il Maestro Edgar Allan Poe e tutte le sue opere. Poi, vediamo... Altre passioni sono il cinema (soprattutto i film horror e fantasy), amo la saga di Harry Potter, la musica in generale, dalla classica a quella rock, (tranne il jazz, il rap/trap ed il blues).  Mi rilassa tantissimo ricamare, anche se non lo faccio spesso per fattori economici. Ma le mie passioni più grandi sono il disegno e la scrittura. Ovviamente non posso non menzionare la mia fascinazione per il mondo orientale, Cina e Giappone (adoro il mondo cosplay!!!!)
 
 
 Ultima domanda. Siamo da poco entrati nel nuovo anno. Cosa ti auguri per questo 2022? 
 
Il mio sogno più grande è quello di riuscire a farmi strada nel mondo artistico grazie alle mie opere illustrate ed ai miei racconti. Vorrei poter pubblicare i miei lavori migliori. E' una speranza che coltivo da ormai vent'anni. Non mi faccio illusioni, ma tengo le dita sempre incrociate sperando che, un giorno, la fortuna bussi alla mia porta. E poi, spero davvero che, in questo nuovo anno, tutto possa migliorare per poter tornare a vivere più sereni, tutti noi. Un abbraccio forte e grazie di cuore.
 
 

 



giovedì 2 dicembre 2021

Shine in Venice ospita Morgan: l'artista bohémien è pronto a illuminare la Serenissima

 ...E alla fine arriva Morgan.

No, non è il titolo di una commedia cinematografica o di uno spettacolo teatrale. E' semplicemente la degna conclusione del format SHINE IN VENICE, progetto audiovisivo di Numa Echos in esclusiva sulla piattaforma OLZE TV.

 Marco Castoldi - alias Morgan - è il protagonista dell'ultima puntata della stagione, in onda domani 3 dicembre: la poesia vibrante del cantautore, immersa in quella meraviglia architettonica e di design che è Palazzetto Pisani, scalderà i cuori di tutti, rendendo la sua performance - come sempre - INDIMENTICABILE.

 Ovviamente Morgan dialogherà con un'altra artista di razza, l'affascinante e magnetica Numa Echos, perfetta padrona di casa: c'è una sorta di affinità elettiva tra i due, un forte feeling artistico tra due anime delicate e poetiche e la stessa straripante passione per la Musica. 

Insomma, un binomio perfetto, anche a livello estetico; il cuore è dark, ma i colori fiammeggianti delle chiome esplodono come fuochi d'artificio tra i broccati degli eleganti interni del Palazzetto affacciato sul Canal Grande: e la mente può alfine spaziare tra afflati decadenti caratterizzati da morbide sensazioni, aspirazioni metafisiche e voluttuosi abbandoni.

Diciamolo, Morgan è un artista divisivo, un vero bohémien: o lo si ama o lo si odia. Di sicuro non lascia indifferenti. E' l'ultimo vero erede del Decadentismo. Potremmo ben dire "Dopo di lui, il diluvio". E mi piace aggiungere - forse anche per becero campanilismo - che ci sarà anche un po' di Brianza a SHINE IN VENICE. Quella Brianza "arrogante" (a detta di molti famosa solo per le fabbrichette e il duro lavoro) ha dato i natali a un artista colto, raffinato e istrionico come Marco Castoldi. Scusate se è poco.


 

 

 VENERDI' 3 DICEMBRE 

SHINE IN VENICE  SU OLZE TV  www.olzemusic.com/olzetv 

 

C'è un modo di dire molto bello in francese che amo citare quando qualcosa di bello viene lasciato per ultimo, quella ciliegina sulla torta che corona un capolavoro:  "Garder pour la bonne bouche". Ecco, Morgan è quel tocco che completa l'opera, esaltandola.

 

 www.olzemusic.com

https://www.instagram.com/olzemusic/ 

https://www.facebook.com/OlzeMusic/ 

 

 






 

Photo credit: Andrea Lux Ferre

domenica 7 novembre 2021

La forza della Musica tra Redenzione e Rinascita: il nuovo album di Massimo Priviero

Massimo Priviero è un artista di razza. Non c'è niente di costruito in lui, tutto è genuino e vero. Una perla rara in un mondo di "bluffeur", prodotti costruiti a tavolino e musicisti "fantocci".

Massimo Priviero non si è mai piegato alle regole della discografia: ha sempre seguito il suo cuore, continuando a produrre solo la musica che piace a lui, senza interventi esterni a guastare la bellezza della sua poesia, graffiante e sincera.

Chi persevera vince. Never give up. Un detto retorico per molti, ma che nasconde una verità inconfutabile.

Ed eccolo qui - con oltre trent'anni di carriera e quindici album pubblicati - di nuovo "sulla scena", grintoso come non mai, puro e nudo, pronto a cavalcare i palchi italiani con il suo nuovo disco ESSENZIALE: 10 brani più 2 bonus tracks che squarciano il cuore di chi li ascolta.

Canzoni laceranti, profonde e intrise di quella verità di cui parlavamo prima, tanto cara a Priviero. Senza se e senza ma. Un album intimo, umano, concreto. Con un fondo di speranza però; di ricerca di una luce alla fine di questo tunnel nero chiamato vita.



E il primo singolo estratto dall'album è una canzone bellissima, intensa, pregna di poesia: REDENZIONE, titolo forte, adatto al momento storico che stiamo vivendo. Liberazione, riscatto, salvezza da una società malata pervasa da ogni vizio e dissolutezza. Il brano è stato composto durante la pandemia; la paura, la rabbia, la confusione emergono dalle strofe di Redenzione.

"... Sembra la fine di un mondo che abbiamo visto noi..."

Una frase tranchant, che lancia però una riflessione: occorre forse la completa distruzione per raggiungere la tanto agognata salvezza-redenzione?

La risposta è aperta, ma non manca un guizzo di speranza, di forte attaccamento alla vita, di cauto ottimismo ( e ritorniamo al concetto di never give up - non mollare mai, di cui parlavamo prima)


Dalla Redenzione alla RINASCITA, altro pezzo simbolo del disco: una storia che ha toccato molti durante la pandemia; la perdita di lavoro e la conseguente ""Bestia nera" che ti assale, la depressione

"...Sorrido poi piango e faccio finta di niente..."

L'angoscia che ti prende e che non ti fa alzare dal letto; quel senso di inutilità che ti fa pensare "Qual è il mio posto in questo mondo?", il sentirsi inermi di fronte alla vita. Quanti di noi hanno provato questa sensazione durante l'epidemia mondiale di Covid?

Eppure, una frase del testo dice:

"... solo la Musica mi fa volare via..."

Eccolo, il potere salvifico della Musica,che non risolve gli affanni economici - certo -  ma aiuta a spostare il focus dai problemi. Per qualche minuto. Per un attimo. Una scintilla sfuggente che ti fa sentire vivo però!

Priviero vuole chiudere con un afflato di positività (di cui c'è assoluto bisogno, ora e sempre)

"...Domani vedrai sarà il giorno che mi rialzerò..."

Et voilà la Rinascita, come una Fenice, come il sole dopo il buio più nero.

IMBATTUTO è la mia canzone preferita. Ebbene sì, lo devo ammettere.

Una ballad lenta e avvolgente, un pezzo che parla di vittorie e sconfitte. Di ups and downs dell'esistenza. Ti ritrovi a riflettere sul senso della vita, sempre in bilico tra dare e avere, vincere o perdere. Quando tireremo le somme di questo "game"? Ah, saperlo...

"...Se dai tutto il meglio che puoi

sarai imbattuto e sia quel che sia..."

Dare il massimo, mettercela tutta. Il risultato poi non conta (oppure sì?). Sono domande che ci rivolgiamo spesso, ovviamente non esiste la risposta perfetta... PERO'...

"...Sappi che sei il capitano dell'anima tua..."

L'importante è restare fedeli alla propria essenza. Sia quel che sia.

 

Ascoltate Essenziale, l'album giusto al momento giusto. E' la fotografia perfetta dello ZEITGEIST di oggi: un tempo cupo e tenebroso, certamente, ma che nasconde carezze di speranza, gioia e libertà.

 

mercoledì 6 ottobre 2021

La Camera delle Meraviglie di Achille Lauro: esposizione glam tra arte e guizzi d'artista

 La prima impressione che ti coglie mentre intravedi l'enfilade della Wunderkammer di Achille Lauro è - semplicemente - "Oh my God".

 

 


 

E' tutto un turbinio griffato Gucci: colori, tessuti, piume, tulle e paillettes da lasciarci gli occhi.

E tutto è al servizio dell'artista italiano rivelazione degli ultimi anni: Lauro De Marinis, aka Achille Lauro.

Questa "camera delle meraviglie", ora in esposizione temporanea presso il Mudec di Milano, rappresenta in pieno l'essenza del performer romano: oltre agli abiti realizzati per Sanremo 2020 e Sanremo 2021 dal direttore creativo Alessandro Michele, si trovano on display pezzi di "backstage" - vedi pettini, spazzole, tazzine sporche di caffé, chewing-gum masticati - veri e propri "memorabilia" in versione still life. 

L'arte contemporanea - direi pure "avantgarde" - incontra la cultura pop. Un originale sincretismo che regala una esperienza visiva assolutamente notevole e dal forte impatto emozionale. Ogni tableau porta con sé qualcosa di teatrale, decisamente "lauresco", ossia il processo creativo che dà vita alla performance on stage. Ecco lo scopo di questa mostra-blitz (a Milano fino al 10/10).  

Una celebrazione dell'irriverenza e dell'originalità. L'apologia dell'essere se stessi, in un mondo omologato. Un regalo per tutti i fans dell'artista, insieme al libro fotografico Achille Lauro (che potete trovare nel bookshop del Mudec), un volume che raccoglie immagini, stili e metamorfosi di un sognatore che non ha mai smesso di credere nel proprio talento.

Un personaggio iconico.Un brand. Il Lauro è così, o lo ami o lo odi. Di sicuro non ti lascia indifferente.

Ti spinge a chiederti: ma chi è veramente Lauro de Marinis? Chi c'è dietro i costumi, le citazioni, il divertissement?

Non lo sapremo mai. O forse sì. Chissà!


Intanto - ancora per pochi giorni - la moda flamboyant griffata Gucci vi aspetta a Milano. Gaudio e tripudio per gli occhi. Un grande regalo per tutti i fashionisti italiani!


Celebrate the experience!





martedì 7 settembre 2021

Collection II di Swarovski: cool vibes con il nuovo volto Lola Leon!

 Il DNA non mente: Lourdes "Lola" Leon  ha lo stesso appeal di mammà Veronica Ciccone. In salsa latina, certo; però il suo sguardo sfacciato, intenso, magnetico è lo stesso della nostra amata "Material Girl", non si puo' negare.

Come si suol dire "buon sangue non mente". La 24enne Lola ha le idee ben chiare in mente: vuole il successo? Otterrà il successo. La determinazione è di casa. Senza quella Madonna non sarebbe l'icona delle icone da 40 anni a questa parte. E la conturbante figliola sembra aver capito la lezione: attrice, modella, attivista... tante sfaccettature, tanti talenti e una grinta da leonessa per sfondare ogni porta.

Mentre era in vacanza in Italia con mamma, fratelli e sorelle usciva in anteprima l'immagine (scattata dal fotografo Michael Jansen) della nuova campagna pubblicitaria di Swarovski Wonderlab: Collection II.

 Jeans a vita bassa, top verde smeraldo che enfatizza le forme di Miss Lola e, naturalmente, gioielli scintillanti by Swarovski.

Il key-piece della collezione è senza ombra di dubbio la catena che cinge la vita; ovviamente accessorio adatto a donne dalle forme sinuose e che amano farsi notare (per la serie "bold and beautiful"). Per molte ma non per tutte, direte voi. Non è così ragazze! La direttrice creativa Giovanna Engelbert accontenta ogni capriccio femminile proponendo pezzi dal design avant-garde, colorati, luminosi e decisamente UNICI!

 


E la it-girl del momento non può che dare quel "quid" in più alla collezione. Un graffio sensuale, fresco e pieno di passionalità tutta latina. 

Lourdes sarà la nuova regina del glam dopo mamma Madonna? Ah saperlo...bisogna prima vedere se "Rebel Heart" sarà disposta a cedere lo scettro di unica e imperitura icona mondiale alla amata primogenita...