mercoledì 28 ottobre 2026

Jazz! Is a Love Supreme a Spoleto 2026: un viaggio musicale verso il trascendente

 "Praise him with the sounding of the trumpet

Praise him with the harp and lyre

Praise him with the timbel and dancing

Praise him with the strings and pipes

Let everything that has breath praise the Lord"

(Psalm 150)

Ho voluto iniziare così il mio omaggio alla settima edizione di Spoleto Jazz 2026, evento memorabile organizzato nel Belpaese dal 16 ottobre al 20 novembre 2026.

Perché dedicare un salmo così intenso a una manifestazione jazz? Well, chi conosce bene le origini del jazz sa perfettamente di cosa sto parlando. Per tutti gli altri, dico solo che questa musica arriva dall'alto, direttamente dallo spirito, dai canti religiosi degli schiavi di colore che, nonostante le tribolazioni, riponevano fiducia in Dio, esaltando la Sua Misericordia. 

Sia chiaro: aver scomodato il Salmo 150 non è un atto di presunzione intellettuale né fa di me una predicatrice d'assalto. Ma quando il tema  della kermesse è Jazz! Is A Love Supreme - che riprende il titolo della suite musicale in quattro parti di John Coltrane - vera e propria preghiera laica, be' è impossibile non guardare al côté divino della cosa. Tranquilli, posate pure l'incenso e l'acqua santa: qui si parla certamente di spirito, ma condito con dell'ottima musica e terra che vibra alle ottave alte!



Però esiste un rito del suono. E Spoleto Jazz lo incarna alla perfezione, trasmutando una semplice architettura sonora in estasi acustica, in un evento teurgico.

E se dovessi associare un concetto a questo festival sarebbe Kátharsis. 

Kátharsis perché la Musica assume una valenza purificatrice - attenzione - guai a chiamarla semplicemente "intrattenimento": è una sorta di liberazione, elevazione dell'ascoltatore verso l'alto. Evocando l'eredità coltraneana, Spoleto Jazz fa suo e riattualizza l'intento più profondo e ancestrale del suono, ossia il compimento della catarsi.

Nel jazz la purificazione risiede nella crisi. Sì,  avete capito bene. Non è la compostezza della forma che rende immensa una composizione musicale. Il musicista offre la propria vulnerabilità e il proprio virtuosismo intriso di verità; il fuoco dell'improvvisazione, dell'imprevisto e dell'urgenza di far "respirare" le note arriva impetuosamente, rompe gli argini et voilà, permette alla magia di compiersi.

Vogliamo parlare di fusione mistica? Ok, parliamone. Il diaframma tra palco e platea si dissolve. C'e la sospensione di Chronos - il tempo profano - che scava negli abissi dell'interiorità arrivando fino alle vette della liberazione interiore.

Per questo motivo mi permetto di dire che partecipare a questa rassegna si traduce in una esposizione a un flusso di trasformazione. Che "dramatic fashion", penserete voi, che modo plateale e barocco di presentare un "semplice" festival musicale.

E invece qui vi sbagliate voi. La Musica ha la capacità di fare crollare le proprie difese personali e lasciarle ricomporre dal suono. Jazz! Is a Love Supreme è un ponte gettato tra l'immanente e il trascendente, tra l'umano e l'eterno, dove un un atto naturale come quello dell'ascolto diventa purificazione dello spirito. 


Ora, parlando di ascolto, ho deciso di associare ogni performance a una Kátharsis diversa. Ça va sans dire, vi lascerò il link al programma completo, ma io scelgo di dare "colore&calore" agli eventi e non elencarli a guisa di una lista della spesa: mi baso sull'esperienza che ogni gig lascia sullo spettatore, quindi, be careful, il mio è un punto di vista strettamente personale 


6 novembre 2026 - Catarsi apollinea: la contemplazione del piano. Qui la purificazione avviene attraverso la purezza euclidea delle forme e una profonda introspezione.

Al Teatro Caio Melisso - Spazio Carla Fendi si alterneranno due concerti

Ore 21:  Zsigmond Gerloczy, prodigio ungherese che porta sul palco un viaggio meditativo e solitario.

Ore 22: Daniel García Trio - il jazz contemporaneo si fonde con il rigore classico e la bruciante urgenza espressiva del flamenco. Passione e intelletto si intrecciano ed esplodono in ritmi iberici ipnotici e dal magnetismo ancestrale. 




20 novembre 2026 - la mia preferita - Catarsi orfica: musica come linguaggio divino, capace di collegare l'anima all'assoluto

Ore 21 Emma Smith Quartet al Teatro Caio Melisso  - Spazio Carla Fendi - artista straordinaria con lo swing nel sangue, la melodia delle sue note ricompone l'armonia interiore. La voce umana è un tramite  tra cielo e terra; la parola cantata - come nell'ultimo movimento di Coltrane - sigilla il rituale e restituisce all'ascoltatore una nuova purificazione 





Let everything that has breath praise the Lord 



Spoleto Jazz

Dal 16 ottobre al 20 novembre 2026

Manifestazione ideata, promossa e organizzata da Visioninmusica, con il supporto del Comune di Spoleto 


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